"L'Atteso"
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Ventiquattro personaggi sulle cui spalle grava la loro stessa umanità, spesso dolorosa, misera, ingiusta, difficile, per nulla dissimile da quella che permea luomo del duemila. Tutti sono visti in cammino; alcuni hanno appena iniziato, altri sono già molto avanti. Tutti hanno una meta, anche se non sempre chiara e facilmente raggiungibile. Ognuno di loro è rappresentato da una statuetta del presepio: vi è il vecchio pescatore, il falegname con la pialla, il pastore col braccio sollevato che scruta lorizzonte, la lavandaia col cesto dei panni, il venditore di olive che con una mano alla bocca chiama i clienti, il musicista, lo scalpellino, lo schiavo. Hanno qualcosa da raccontare e qualcuno ha una speranza nel cuore: che la sua vita possa cambiare. Ciascuno ha compreso che ciò che il mondo offre non soddisferà mai questa esigenza di nuovo e di diverso; ed allora si affidano ad una speranza, la speranza che una stella misteriosa porta dal cielo. Essa annuncia la nascita di un salvatore, di colui che saprà far scaturire il bene anche là dove il dolore è più grande, dove lingiustizia è evidente, dove il male si diffonde. Egli non tradirà mai la sua creatura prediletta, nemmeno quando si troverà di fronte alla morte. È Dio, un Dio che chi usa la mentalità di questo mondo non potrà mai comprendere, ma cercherà di piegarlo alle proprie pretese o di eliminarlo e sostituirlo con idoli più comodi. Ma i poveri di spirito, coloro che non sperano più negli uomini, delusi dalle falsità del mondo, e tutti quelli che cercano la verità, si sono messi in cammino e chiedono al piccolo Dio che li accolga e li salvi. Ogni giorno, per ventiquattro giorni, di fronte al presepio, una statuetta ci racconta la sua storia, fino al grande giorno: il Natale di nostro Signore. |
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