Scrivetemi!

 

 

"L'Atteso"
Edizioni Messaggero Padova

 

 

 


INTRODUZIONE

Ventiquattro personaggi sulle cui spalle grava la loro stessa umanità, spesso dolorosa, misera, ingiusta, difficile, per nulla dissimile da quella che permea l’uomo del duemila. Tutti sono visti in cammino; alcuni hanno appena iniziato, altri sono già molto avanti. Tutti hanno una meta, anche se non sempre chiara e facilmente raggiungibile. Ognuno di loro è rappresentato da una statuetta del presepio: vi è il vecchio pescatore, il falegname con la pialla, il pastore col braccio sollevato che scruta l’orizzonte, la lavandaia col cesto dei panni, il venditore di olive che con una mano alla bocca chiama i clienti, il musicista, lo scalpellino, lo schiavo. Hanno qualcosa da raccontare e qualcuno ha una speranza nel cuore: che la sua vita possa cambiare. Ciascuno ha compreso che ciò che il mondo offre non soddisferà mai questa esigenza di nuovo e di diverso; ed allora si affidano ad una speranza, la speranza che una stella misteriosa porta dal cielo. Essa annuncia la nascita di un salvatore, di colui che saprà far scaturire il bene anche là dove il dolore è più grande, dove l’ingiustizia è evidente, dove il male si diffonde. Egli non tradirà mai la sua creatura prediletta, nemmeno quando si troverà di fronte alla morte. È Dio, un Dio che chi usa la mentalità di questo mondo non potrà mai comprendere, ma cercherà di piegarlo alle proprie pretese o di eliminarlo e sostituirlo con idoli più comodi. Ma i poveri di spirito, coloro che non sperano più negli uomini, delusi dalle falsità del mondo, e tutti quelli che cercano la verità, si sono messi in cammino e chiedono al piccolo Dio che li accolga e li salvi. Ogni giorno, per ventiquattro giorni, di fronte al presepio, una statuetta ci racconta la sua storia, fino al grande giorno: il Natale di nostro Signore.


Nella mia famiglia, come in molte altre, vi è la consuetudine di aprire, dal primo giorno di dicembre fino alla sera del 24, le caselline di un calendario natalizio sotto le quali vi sono disegni e motti che ricordano la festività del Natale. Una preghiera conclude il modesto ma significativo rito. Proprio per rendere ancora più ricco e personale questo momento, abbiamo deciso, qualche anno fa, di sostituire le classiche preghiere con altre personali, scritte per l’occasione. Da parte mia sono nati, così, quasi per caso, questi ventiquattro racconti. Ho immaginato che a parlare fossero i personaggi del presepio a tutti noti: pastori, mercanti, venditori, gente umile o meno umile. Ciascuno racconta un frammento della propria storia mentre, guidato dalla stella cometa, si muove o sta per muoversi in direzione della grotta. Piccole storie comuni che offrono sicuramente numerosi spunti per meditare sull’importanza del Natale e sull’invito che Dio ha rivolto e continua a rivolgere a ciascuno di noi: “lasciati amare”.
Questi racconti potrebbero risultare un invito a tutte le famiglie che lo desiderino, a raccogliersi ogni sera intorno al presepio, non certo oggetto d’arredo, per pregare insieme alle statuette che, pur immobilizzate nei loro gesti quotidiani, sono lì a ricordarci l’importanza della risposta alla chiamata che il Signore rivolge a ciascuno, personalmente.