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Dal sito della casa editrice

 

Contenuto
 

Nella mitica città di Zontac, dove la magia è consentita e la gente è incline a dare soprannomi, vivono il vecchio mago Rosolio, buon bevitore, e il suo giovane apprendista papiro, divoratore di libri. I due, incuriositi da una misteriosa leggenda, partono per scoprire il segreto dei giganti con un occhio solo e giungono alla Foresta dell'Eterno Sorriso... Tra incantesimi, pozioni e balsami miracolosi, l'onda lunga del genere fantasy porta qui personaggi nuovi, spunti comici, bellissimi paesaggi, che rivelano a tratti l'appassionata competenza scientifica dell'autore.



Destinatari
E' rivolto a chiunque abbia voglia di divertirsi e sorridere.

 

 

 

 


 

Eccovi un assaggino...

Capitolo primo - Una decisione forzata

“Papiro! Vieni giù da quell’albero!”

Era un caldo pomeriggio d’estate, uno dei più caldi che si fossero mai visti a Zontac.

“Arrivo, maestro. Vuoi che ti colga qualche bel fico maturo?”

“No, no, non c’è tempo per queste cose. Scendi subito: ho una commissione per te”.

Papiro obbedì prontamente. Quel buffo soprannome gli era stato dato perché adorava leggere libri, vecchie pergamene, papiri ingialliti. La gente di Zontac, incline ad affibbiare nomignoli e soprannomi, lo chiamava Papiro da così tanto tempo che nemmeno ricordava più quale fosse il suo vero nome. Aveva circa dodici anni e possedeva un fisico asciutto e minuto. Per questo i teneri rami del fico erano in grado di sostenerlo senza pericolo di rompersi.

“Proprio oggi! Proprio oggi!”

Papiro guardò il suo maestro in silenzio. Andava avanti e indietro nel portico della casa mostrando la sua agitazione. Anche lui aveva un soprannome, Rosolio, che non si addiceva di sicuro a un vecchio mago. Ogni tanto però – troppo spesso dicevano le male lingue – si concedeva un innocente bicchierino di dolce liquore.

“Mi ci vorrebbe un goccetto di qualcosa di buono per addolcirmi la bocca. Che giornata!”

“Maestro, io sono qui”, disse infine Papiro con aria preoccupata.

“Ti ho visto, cosa credi. Siediti”, brontolò infine indicando un sedile di pietra. “Ascoltami bene adesso: il re vuole vedermi. Fra qualche minuto verrà uno dei suoi cavalieri a prendermi”.

“E allora?”, gli rispose pieno di entusiasmo Papiro. “Non sei contento? Abbiamo tanti maghi qui a Zontac, eppure il re si fida solo di te”.

“E vorrei vedere: gli altri sono tutti pasticcioni”.

Rosolio diceva certamente la verità. Tutti i maghi di Zontac erano pasticcioni; lui forse lo era un po’ meno. La magia era una cosa seria e pericolosa e andava trattata con le dovute cautele. Per questo in tutto il globo terracqueo era stata abbandonata, tranne che a Zontac.